Seminario “Guerre dal cielo. I bombardamenti sulle città nel Novecento”

Un dialogo a tre voci sulla guerra

Nell’ambito del progetto Quando (anche qui) cadevano le bombe. 1944-1945: le incursioni alleate su Modena, venerdì 1° marzo si è tenuto presso la sala Truffaut (via degli Adelardi 4, Modena) il seminario Guerre dal cielo. I bombardamenti sulle città nel Novecento.

L’incontro è stato presieduto da Carlo Altini (Università di Modena e Reggio Emilia). Dopo i saluti istituzionali di Gianpietro Cavazza (vicesindaco di Modena e coordinatore del Comitato per la storia e le memorie del ‘900 ) ha preso la parola Metella Montanari (Istituto storico di Modena) per un’introduzione che ha sottolineato la necessità di colmare la lacuna storiografica e memorialistica che caratterizza il tema dei bombardamenti. La difficoltà della questione è data dal fatto che in quel frangente della seconda guerra mondiale i bombardatori erano gli Alleati, i liberatori.

Gli interventi dei relatori:
Costantino Di Sante (Università del Molise), I bombardamenti sulle popolazioni nella Seconda guerra mondiale. Da Modena all’Europa. Di Sante ha ripercorso – con affondi mirati – la storia dei bombardamenti aerei come strumento di guerra dal primo Novecento alla seconda guerra mondiale. Il relatore ha riportato l’attenzione sul fatto che i primi casi di attacchi dal cielo vennero condotti nel 1911 dalle truppe d’invasione italiane sui villaggi tripolitani nel corso della guerra italo-turca. Di firma italiana anche il fortunato e famigerato testo Il dominio dell’aria, pubblicato nel 1921 da Giulio Douhet, in cui si teorizzano tecniche di utilizzo dell’aviazione in guerra. Nella sua esposizione Di Sante si è poi soffermato sul passaggio decisivo del bombardamento di Guernica e su quella che fu la campagna aerea degli Alleati sull’Italia, con i casi dell’attacco a Roma del 19 luglio 1943 – che contribuì al collasso del regime mussoliniano, deposto pochi giorni dopo – e della distruzione dell’abbazia di Montecassino nel febbraio 1944.
Pier Paolo Portinaro
 (Università di Torino), Le trasformazioni della guerra dopo il 1945. Tra teoria e prassi. Riflettendo da un punto di vista filosofico, Portinaro ha ripreso i concetti di ius ad bellum e ius in bello e quella che è stata la costruzione, a partire dall’epoca moderna, del diritto internazionale. Il relatore ha sostenuto che le trasformazioni degli ultimi decenni stanno rischiando di far scivolare il mondo verso un disordine multipolare, dovuto al fatto che le guerre sono divenute sempre più asimmetriche, difficili da concludere, caratterizzate da un ritorno di logiche imperiali e da un confronto da regimi che difficilmente riescono a capirsi e quindi parlarsi.
Barbara Henry
 (Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa), Diritti umani e disumanizzazione del nemico in età contemporanea. Ragionando anche in questo caso su un campo filosofico, Henry ha proposto una riflessione sulla de-umanizzazione – intesa come processo che tende a spogliare l’essere umano della sua umanità – mettendo in dialogo il pensiero dell’etologo austriaco Irenaus Eibl-Eibensfeldt con le più conosciute tesi di Hannah Arendt.

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