Allontanarsi dalla città

Il lavoro dell’Ufficio provinciale sfollati

Nel novembre 1943 avvia le sue funzioni l’Ufficio provinciale sfollati, che dapprima è ospitato nei locali delle scuole elementari De Amicis e poi in quelli del Liceo Muratori (oggi Liceo Venturi), in via dei Servi, al civico 21. Con l’intensificarsi dei bombardamenti sull’Italia anche Mussolini, nel suo discorso del 2 dicembre 1942, ordina di organizzare al meglio l’allontanamento dalle città.

A sfollare sono in primo luogo le famiglie, in particolar modo quelle del centro cittadino, che cercano riparo nelle campagne e nelle piccole cittadine del territorio provinciale di Modena, luoghi considerati meno esposti al pericolo di incursioni aeree. A spostarsi sono anche fabbriche e uffici pubblici, che vengono trasferiti dal centro della città per paura dei bombardamenti; le autorità sequestrano così ogni edificio idoneo a ospitare le sedi dei principali servizi. Con l’avvicinarsi del fronte di guerra, poi, lo sfollamento si trasforma da “volontario” in obbligatorio, soprattutto in alcune zone dell’Appennino, dove sono le autorità militari a ordinare alla popolazione di allontanarsi dalle proprie case.

Via Carlo Zucchi: uomini, donne, sfollati in strada con qualche masserizia recuperata fra le macerie di casa Colò dopo il bombardamento aereo degli Alleati, Modena, 1944.

[Courtesy Eredi Giuseppe Panini – FMAV Fondazione Modena Arti Visive]