La stazione ferroviaria

Un nodo nevralgico per il conflitto

La stazione ferroviaria, al pari delle più importanti infrastrutture del territorio provinciale, è uno dei principali bersagli dei bombardamenti. Con l’obiettivo di danneggiare le vie di comunicazione e i rifornimenti dei nazifascisti, la stazione è colpita gravemente il 14 febbraio 1944, data in cui Modena subisce il primo bombardamento aereo di grande rilevanza. È nuovamente bersaglio delle bombe nei mesi successivi, in particolare con l’incursione del 22 giugno 1944, in cui le bombe danneggiano i vagoni in sosta e il materiale ferroviario, bloccando la circolazione dei treni.

Nel pieno del conflitto, la circolazione ferroviaria è indispensabile non solo per il trasporto degli armamenti, ma anche per permettere l’arrivo degli approvvigionamenti alimentari e consentire lo spostamento di sfollati e profughi. La stazione è quindi uno dei punti nevralgici anche della vita civile, le cui conseguenze in caso di mancato funzionamento colpiscono direttamente la popolazione e le sue attività quotidiane.

Casa dei ferrovieri, in via Galvani, distrutta dai bombardamenti del 14 febbraio 1944

[Archivio ANCR, Istituto storico di Modena]