Un rifugio contro le bombe

L’ex albergo diurno diventa un rifugio antiaereo pubblico

Nel 1939 il ragionier Mario Pastorino, proprietario dell’albergo diurno, concede all’amministrazione comunale la disponibilità dei locali interrati di piazza Mazzini per organizzare un rifugio antiaereo pubblico. Si avviano così i lavori per costruire un ricovero tubolare, capace di dare riparo a diverse centinaia di persone.

L’intensificarsi e l’avvicinarsi dei bombardamenti rende indispensabile la presenza di rifugi. Tuttavia il territorio modenese è caratterizzato dalla presenza rilevante di acqua nel sottosuolo, fattore che rende difficile l’adeguamento degli scantinati alle norme di protezione antiaerea. L’autorità comunale è quindi costretta a predisporre numerosi rifugi per ovviare alla poca profondità e alla scarsa agibilità di quelli organizzati negli scantinati degli edifici privati. Tra la fine del 1943 e il 1944 si assiste quindi alla costruzione di trincee antischegge, rifugi anticrollo e gallerie sotterranee in tutte le zone della città.

Ingresso del rifugio antiaereo di parco delle Rimembranze.

[Biblioteca civica d’arte e architettura Poletti di Modena – Fondo Tonini]